PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO

LA NOSTRA STORIA

Chiesa:                            sec. XVII (1652-79) Progetto:

                                        Francesco Maria Richino o

                                        Richini (Milano 1584-1658)

 

Ubicazione:                    piazza San Michele.

 

Proprietà:                      Parrocchia San Michele

                                        Arcangelo, Busto Arsizio

 

Tutela storico-artistica: legge 1089/39, art. 4

 

Campanile:                     sec. IX-X - cella campanaria:

                                        sec. XVI (1559)

 

Rivestimento facciata:    sec. XVIII (l 725-95)

                                        Francesco Bernardino Ferrari

                                        (Milano 1766-1819)

 

Volta:                               sec. XX (1931) Leopoldo Mosca

                                        (Busto A. 1903-81)

Transetto, cupola,

presbiterio, abside,

sagrestia.

 

cappella feriale:              sec. XX (1937-38) Giovanni Maggi

                                       (Lonato 1890 - Milano 1970)

 

Grotta di Lourdes:         sec. XX (1939)

 

Mortorio:                        sec. XVIII (1761-69) Biagio Bellotti

                                        (Busto A. 1714-89)

Si ritiene che la chiesa di Busto, dedicata all'arcangelo San Michele (al quale i Longobardi erano molto devoti), sia anteriore all'anno 1000.

È tradizione considerare la torre campanaria (risalente al IX-X sec.) un reimpiego di una parte del castello medievale di Busto.

La prima citazione della chiesa di San Michele è del 1300 circa.

Del 1343 è l'assegnazione al primo rettore di San Michele, di beni sufficienti a consentirne la sussistenza (nel 1512 sarà istituita una seconda rettoria).

L'edificio trecentesco era ad una sola navata, con tre absidi semicircolari ad oriente; si aggiunsero poi due cappelle contrapposte a metà della navata.

Nel 1566 un visitatore autorevole chiamò San Michele "chiesa parrocchiale, coadiutrice dell'altra chiesa parrocchiale", cioè di San Giovanni.

A metà Seicento questa chiesa era giudicata pericolante.

La ricostruzione a navata unica, su disegno dell'architetto Richini, iniziò nel 1653 e si protrasse forse fino al 1670.

L'aula venne ribaltata, così la facciata finì a levante.

Otto gli altari minori nel Settecento, in seguito ridotti a sei.

Il rivestimento e l'ornamentazione della facciata avvenne in due tempi: nel 1726-30 l'ordine inferiore e gli angeli del frontone, nel 1794 con l'architetto Bernardino Ferrari l'ordine superiore.

L'esito fu una facciata molto ricca, in contrasto con la semplicità dei fianchi dell'edificio.

L'altare maggiore, in marmi policromi, sormontato da un tempietto a colonne, animato da bianchi angioletti volteggianti e da due angeli oranti, fu realizzato nel 1752-53.

Il canonico Bellotti, cui si attribuisce il progetto dell'altare, firmò il disegno del Mortorio, costruito negli anni 1761 e il 1764 tra la chiesa e le case parrocchiali e affrescato poi dallo stesso Bellotti.

Restauri dell'interno della chiesa si fecero nel 1834 e nel 1906, anno in cui San Michele ritornò parrocchia autonoma (sarà poi elevata a prepositurale nel 1924).

Del 1925 sono il rivestimento marmoreo della facciata, il portale di bronzo, la cancellata che recinge il sagrato.

Nel 1931 si eseguirono lavori per la stabilizzazione della facciata, per il rafforzamento dei muri d'ambito della navata e per la ricostruzione in muratura della grande volta che era stata realizzata con un incannucciato.

Nel biennio seguente la volta venne decorata da Mario Chiodo Grandi con una serie di pitture sul tema della Redenzione e della battaglia in cielo tra angeli buoni e angeli ribelli.

Nel 1937, progettista Giovanni Maggi, la chiesa venne ampliata con la ricostruzione del presbiterio e dell'abside, con l'introduzione del transetto con sovrapposta la cupola, con la costruzione della sagrestia e della penitenzieria.

All'interno le parti nuove furono decorate a fresco negli anni dal 1942 al1950.

Da vedere l'altare del Crocifisso, restaurato di recente, alcune tele cinque-secentesche di buona fattura, sopra gli altari minori, e i reliquiari dei secoli XVI-XVII-XVIII

Cristo viene formato in chi riceve l'immagine di Cristo.

Ma riceve l'immagine di Cristo chi aderisce a Cristo con vero amore spirituale.

S. agostino

PARROCCHIA PREPOSITURALE SAN MICHELE ARCANGELO

BUSTO ARSIZIO - 0331 632146