Chiesa di Madonna in Prato

Ubicazione:                    piazza Alessandro Manzoni

Cronologia:                    sec. XVI (1584), ampliamento

                                        sec. XVII (inizio),

                                        secondo ampliamento

                                        ristrutturazione

                                        sec. XVIII (1773-74)

Autore:                           secondo ampliamento e

                                       ristrutturazione

                                       Biagio Bellotti

                                       Busto Arsizio 1714-1789

Proprietà:                      Parrocchia San Michele Arcangelo

                                       Busto Arsizio

Tutela storico-artistica:   Legge 1089/39, art.4

Dalla piazza San Michele si dipartono due antiche strade: la prima verso la campagna che stava oltre le mura del borgo (attualmente via Donizetti), l'altra, verso Gallarate (l'attuale via Quintino Sella.

Nel punto esatto di divaricazione delle due strade, quindi proprio ai limiti dell'antico abitato con la campagna, sorgeva la chiesa della Immacolata Concezione o della Madonna in Prato.

"Era prima una piccola cappella dedicata alla Vergine e frequentata per la sacra immagine della Madonna con il Bambino Gesù tra le braccia dipinta sul muro".

La cronologia riguardante la chiesetta, comunque parte dal 1584, in quanto il cronista scrive che in quell'anno "fu restaurata e ampliata".

Nel 1600 si effettuarono vari interventi di ristrutturazione e di ampliamento.

L'attuale fisionomia della chiesa dipende dagli interventi effettuati nel 1773-1774 e realizzati secondo il progetto del canonico Biagio Bellotti (1714-1789).

Ai lavori del '700 presiedette Biagio Bellotti il quale si occupò degli affreschi della cupola, nel primo ambiente.

L'immagine della Vergine vittoriosa sopra il serpente seduttore, attorniata da puttini nel cielo luminoso, rivela la piena maturità artistica del pittore bustese ed è anche l'ultimo lavoro di grandi proporzioni affrescato dal canonico.

Sempre del Bellotti sono i soggetti monocromi dei pennacchi, ispirati a figure femminili dell'Antico Testamento (Giaele, Abigail, Giuditta ed Ester) in qualche modo vittoriose, come Maria, sul male e sul peccato.

Sopra l'altare i restauri effettuati anni fa hanno riportato alla luce un affresco cinquecentesco

che raffigura la Madonna che allatta il Bambino.

Biagio Bellotti

Affreschi della cupola

Paliotto dell'altare

Altare

Affresco cinquecentesco della Madonna che allatta il Bambino

Cristo viene formato in chi riceve l'immagine di Cristo.

Ma riceve l'immagine di Cristo chi aderisce a Cristo con vero amore spirituale.

S. agostino

PARROCCHIA PREPOSITURALE SAN MICHELE ARCANGELO

BUSTO ARSIZIO - 0331 632146